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dal 1 Gennaio 2008

 

 

 

 
 

 

Nel costume femminile la cosa più evidente sono i colori e lo svariato numero di copricapi utilizzati, che variavano secondo la disponibilità economica, l'uso a cui erano destinati e l'età della donna che li indossava. I colori variavano in base al gusto personale della persona; molto spesso la gonna e il corpetto erano di colori diversi e contrastanti tra loro. L'abito giornaliero è molto semplice e privo di decorazioni, mentre l'abito festivo è confezionato con stoffe pregiate, impreziosito con ricami, pizzi e passamanerie; l'abito della vedova è completamente nero, privo di decorazioni e gioielli.

Il costume è composto da

Sa Camisa: ampia camicia in lino bianco lunga sino alle ginocchia della quale si vedono solo i polsini di cotone finemente lavorato, Is Pollaniasa, che fuoriescono dalle maniche del corpetto.
Su Gipponi: corpetto aderente, chiuso sul davanti con gancetti metallici, con maniche lunghe sino ai polsi aperte nella parte posteriore e chiuse da due, tre o quattro bottoni d’oro o d’argento.
Sa Fardetta: sottogonna in cotone, generalmente bianca.
Su Manteu: gonna lunga sino ai piedi, lavorata in vita con delle pieghe di vario tipo: a Tavellasa, pieghe abbastanza larghe, la lavorazione più antica e la più usata; a Frungia, arricciata in vita, tipo di lavorazione abbastanza recente fatta in modo da risparmiare stoffa.
Su Muncaroi de Ciugu: fazzoletto usato per coprire lo spazio che su gipponi lascia sul petto; fermato con una spilla sulla schiena, s’incrocia sul seno e i capi si legano dietro la schiena o si infilano nella cinta della gonna. Con l'abito festivo poteva essere sostituito da Sa Perra de Sera, sciallino in pura seta dai colori vivaci e contrastanti.
Su Fantalliccu: grembiule nero lungo quasi quanto la gonna.

Ai piedi s’indossano semplici scarpe nere, talvolta foderate con la stessa stoffa della gonna, rigorosamente con calze bianche con l’abito festivo; con l’abito giornaliero s’indossano Is Cappusu A Manneggia, zoccoli di legno con tacco basso e tomaia a fascia in vari tessuti e colori.

La povertà della zona non permetteva lo sfoggio di molti gioielli; oltre a una spilla utilizzata per chiudere il fazzoletto sul seno i gioielli più usati erano Is Arraccarasa (gli orecchini) e Sa Gioia (pendente legato al collo con una nastro in velluto nero). Le donne molto ricche indossavano Su Gettau, collana in oro e rubini molto lunga che si avvolge varie volte intorno al collo.

 

 

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